Skype introduce la pubblicità nelle videochiamate gratuite

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Per far fronte alla crisi economica ed al fisiologico calo di utenti che acquistano abbonamenti e servizi a pagamento, i vertici di Skype ha vagliato soluzioni alternative, come quella di ottenere dei ricavi anche dai servizi gratuiti . La soluzione scelta, alla fine, è stata quella di introdurre dei veri e propri intervalli pubblicitari durante le conversazioni fra utenze Skype.

Questa soluzione, ovviamente, sarebbe  destinata solo alle utenze che usufriscono esclusivamente dei servizi gratuiti offerti dal famoso software di instant messaging e VoIP. Secondo i vertici di Skype, questi spot pubblicitari non dovrebbero interferire con la qualità generale della videochiamata, in quanto molto leggeri e contenuti nelle dimensioni. Le perplessità sull’utilizzo di questo metodo di finanziamento, non sono poche, tenuto conto delle esperienze poco piacevoli già vissute in altri ambiti, con questo tipo di pubblicità. Su Youtube, ad esempio, gli spot introduttivi o i banner, che ciclicamente appaiono sui video, hanno suscitato e continuano a suscitare l’ira degli utenti.
In effetti, fra le tante forme di finanziamento ponderabili, quella di interferire sul servizio più utilizzato e richiesto dagli utenti di Skype, ovvero le videochiamate gratuite, è quantomeno discutibile. Inoltre la società americana che fa capo, ormai da diversi mesi, alla Microsoft, non dovrebbe aver più bisogno di utilizzare questi mezzi, più adatti a software house di modesta levatura. Infine, c’è da tener conto anche di un altro aspetto: secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale di Skype, il programma catturerà alcune informazioni personali ritenute “non sensibili”, come l’età, il sesso e la localizzazione dell’utente, al fine di mostrare la pubblicità più adatta in base al target stabilito da questi 3 fattori.
Oltre al danno, dovuto ai fastidiosi banner che appariranno nel bel mezzo delle chiamate, si aggiunge quindi anche la discutibile, seppur lecita, scelta di utilizzare, a scopo di lucro, alcune informazioni personali condivise dagli ignari utenti di Skype. Di certo non è il miglior modo per tornare ai fasti di un tempo, anche se sembra ormai chiaro, che non sia questo, l’obiettivo che i nuovi proprietari di Skype hanno in mente.

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